34 – CAOS

36Il complesso dell’ex-fabbrica chimica Siri negli anni ha cambiato più volte sia gestione che funzione.  Venne costruito nel 1794 per volontà del cardinale Carandini, la struttura divenne una ferriera e iniziò così l’attività della lavorazione e della depurazione del ferro.  Nel 1825 l’impianto localizzato nell’ex-ferriera fu rilevato dalla SIRI (società italiana ricerche industriali), fondata da Casale con l’apporto della Terni. Nel 1929 contava circa 120 operai. Nel corso degli anni Trenta l’azienda si concentrò soprattutto nel campo delle ricerche industriali. Nel 1980 iniziò la decadenza della SIRI fino alla sua chiusura nel 1985. Negli anni passati è stata effettuata un’opera di riqualicazione  trasformando l’area in un centro culturale. Sono stati istituiti il CAOS “Centro per le Arti Opificio Siri” (complesso architettonico e spazio culturale sede del museo archeologico e del Museo d’arte moderna e contemporanea Aurelio De Felice) e il Teatro Sergio Secci.

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33 – LAGHETTO

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Città Giardino è un quartiere con numerose aree verdi, perlopiù inserite all’interno delle strutture abitative (giardini, orti, cortili), ma rappresentate anche da spazi verdi pubblici come i giardini di viale Brenta e del Lungonera. L’attenzione al verde pubblico e degli spazi sociali comuni è, ancora una volta, una caratteristica dell’ideale delle “città giardino”. Oltre alla chiesa e al CAOS, i residenti del quartiere ritengono che il parco sia uno dei luoghi più importanti di Città Giardino.

32 – GIARDINI LUNGONERA

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Il fiume Nera, che attraversa Terni, è un fiume dal regime fluviale relativamente tranquillo. Non si assiste a fenomeni di straripamento né ad aumenti importati della portata delle acque, sia per la storia antica della canalizzazione delle acque del territorio ternano, sia grazie alla fiorente vegetazione che lo circonda.

31 – VECCHIA OSTERIA

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Sorgeva vicino al vecchio Ponte Romano era una ritrovo per tutti i viandanti che arrivavano con carri, carrozze e cavalli. Era un posto per poter bere, mangiare e riposare. Non sembra rimanere traccia dell’osteria.

30 – PONTE ROMANO

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Il Ponte era l’ingresso sud della città. Questa opera nella sua storia fu più volte distrutta e ricostruita. Nel ‘300 il ponte venne distrutto ripetutamente dalle piene del fiume nera, al tempo il suo nome era ponte di Sant’Antonio (all’epoca in riferimento alla vicina chiesa con annesso ospedale). Nel 500 la vecchia struttura fu sostituita e il nuovo Ponte venne dedicato al Sommo Pontefice Paolo V che lo inaugurò; sui due lati del ponte furono collocate due lapidi a ricordo di tale evento,  sui parapetti inoltre furono affissi gli stemmi dello stesso Pontefice. Il nuovo ponte Romano resistette fino alla seconda guerra mondiale quando, il 19 settembre 1943, un bombardamento ne segnò definitivamente il destino. Recentemente la passerella pedonale di ferro costruita immediatamente nel dopoguerra, è stata sostituita con una nuova opera in acciaio con due corsie, una pedonale e l’altra ciclabile.

29 – CASA CON EDERA

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Fin dall’antichità l’edera è considerata un’importante pianta magica contro gli spiriti maligni, oltre che simbolo di fedeltà. Viene attribuita al Dio Dioniso, un Dio greco con il potere di trasformare l’acqua in vino. Secondo una leggenda l’edera era il risultato di una metamorfosi voluta dal Dio per impedire la morte di un suo fedele, un giovinetto di nome Cisso, il quale si esibiva nelle feste in suo onore con salti e acrobazie spericolate. Questa pianta sembra non aver resistito ad un qualche gelata o ad una malattia.

28 – EX FABBRICA

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Non sappiamo che tipo di fabbrica fosse, ma si può leggere ancora la vecchia insegna,  coperta per la maggior parte da quella del supermercato che ora occupa la struttura. Dal punto di vista del tessuto commerciale, Città Giardino si è sempre caratterizzata per la presenza di piccole botteghe, piuttosto che di attività della grande ditribuzione, fatta eccezione per la COOP, di recente realizzazione e al limite del confine del quartiere.

27 – FALEGNAMERIA

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Anche la falegnameria è una di quelle attività artigianali che si inseriscono facilmente all’interno di un tessuto urbano come quello di un quartiere estensivo come Città Giardino. Botteghe artigiane di questo genere stanno scomparendo dal quartiere, con rammarico degli abitanti che invece le vorrebbero più presenti.

26 – TIRO A SEGNO / MURO DI PROVA

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Durante la prima e la seconda guerra mondiale, quando la fabbrica d’armi era ancora funzionante, questa zona veniva utilizzata per provare le armi prodotte, tra cui pistole,  bombe a mano e missili. La zona è all’interno del recinto.

25 – VETRERIE

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Delle attività artigianali presente nel quartiere alcune sono rimaste ancora oggi. Il vetro si ottiene riscaldando una miscela di sostanze, tra cui la principale è la silice, in modo da creare una pasta lavorabile. Prima dell’utilizzo della plastica, molti utensili erano fatti in vetro. I contenitori in vetro non venivano gettati ma venivano lavati e riutilizzati più volte. Oggi le vetrerie lavorano principalmente per produrre vetri semplici o decorati per porte e finestre.