19 – MULINO

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Un tempo qui sorgeva  un mulino, disposto in diagonale rispetto alle altre abitazioni: venne, infatti, costruito sopra al letto del torrente che prima attraversava questa zona. La forza delle acque faceva girare una ruota esterna verticale che a sua volta muoveva la grande macina di pietra all’interno del mulino: in questo modo il grano si trasformava in farina.

18 – POZZO

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Un pozzo è una struttura circolare che si ottiene scavando un buco profondo nel terreno fino ad incontrare la falda acquifera;  le pareti dello scavo sono rivestite di pietre per dare stabilità ed evitarne il crollo. Un secchio legato ad una corda viene calato all’interno del pozzo e tirato su pieno d’acqua. Il pozzo sorgeva all’esterno delle ex-stalle, garantendo l’acqua per i cavalli senza doverla trasportare per lunghi tragitti.

17- FABBRO

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Fino a poco tempo fa  in questa zona lavora un fabbro – uno dei mestieri più antichi – che padroneggia l’arte di trasformare e lavorare il ferro. Nell’antichità questa figura produceva principalmente armi (spade, lance, armature), utensili e ferri di cavallo. Il fabbro porta ad alte temperature il ferro affinché diventi plasmabile, in modo da poterlo modellare con martello e pinze.

16 – EX STALLE

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Prima dell’invenzione del motore,  i cavalli erano uno degli animali più utilizzati per trasportare materiali e/o persone. Le vecchie stalle accoglievano i cavalli che trasportavano i materiali prodotti dalle fonderie papali.  I metalli prodotti dalle fonderie venivano trasportati fino a Roma e i cavalli al ritorno dal lungo viaggio potevano mangiare e riposare in questo luogo. La figura centrale di questo luogo era lo stalliere: era lui che si prendeva cura degli animali con ciò di cui avevano bisogno; inoltre, si occupava della pulizia della stalla e degli stessi animali.

15 – CASA REALIZZATA DA BAZZANI

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Bazzani fu un importante architetto del Novecento, artefice di numerose strutture pubbliche in tutto il territorio nazionale, tra cui  la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, la Galleria d’Arte Moderna e il Ministero della Pubblica Istruzione a Roma, il Palazzo del Governo di Messina. A Terni fu autore della palazzina Alterocca, del Palazzo delle Poste, della centrale di Galleto in Valnerina vicino alla Cascata delle Marmore. Città Giardino venne realizzato in gran parte da Bazzani, in quanto architetto di fiducia della famiglia Pontecorvo, proprietaria dei terreni su cui il quartiere sorge, che operò fondamentalmente in stile Liberty.

14 – GRATTACIELO SUL LUNGONERA

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Dopo la seconda guerra mondiale la fortuna di Città Giardino mutò notevolmente. Se il quartiere era stato edificato senza un vero e proprio piano regolatore (il piano regolatore Di Vella degli anni ’20 più che un vero progetto era una costatazione di quello che era già stato fatto), nella seconda metà del ‘900, in particolare col piano RIdolfi-Frankl del 1960, si esprime l’intenzione di demolire interamente il quartiere, ritenuto di concezione superata. Il progetto non viene attuato ma si spiana la strada alla costruzione di edifici a più piani, completamente estranei a quello che era stato fino a quel momento lo sviluppo di Città Giardino.